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non si può morire dentro.
vada a morire fuori.
(c. guzzanti)



giovedì, novembre 05
 
consigli su come combattere l'influenza ed altre catastrofi planetarie

lo sapete, da queste parti non si parla di attualità, l’attualità non esiste in genere, figuriamoci se esiste in un blog. però il fatto è che da qualche tempo ho di nuovo un televisore.
effettivamente è una fortuna, perché avere un televisore mi permette di seguire le notizie, e fortunatamente i telegiornali mi spiegano qual è il pericolo più grande per l’umanità da un po’ di tempo a questa parte: l’influenza.
io non so se a voi sia capitato una volta di avere l’influenza (sicuramente no, sennò non sareste qui a leggere, con tutta probabilità sareste morti. per quanto, leggere, da morti, è una buona cosa, sennò uno si annoia).
io ho il raffreddore, e quindi forse sono spacciato (è solo una questione di tempo. tecnicamente, per lo è per chiunque).
però per quei pochi ancora sani che possono sperare, forse, di salvarsi, c’è la nuova ricchissima campagna di prevenzione varata dal governo contro la piaga dell’influenza: testimonial d’eccezione, topo gigio, che spiegherà alla popolazione come difendersi dall’estinzione (topo gigio contro l’influenza. non so, io, così, sui due piedi, un pensierino all’estinzione ce lo farei).
i preziosissimi consigli degli esperti sono:

- lavarsi le mani
- non starnutire addosso alle persone
- cambiare aria in casa
- se vi ammalate state a casa e in caso di bisogno chiamate un medico.

no, dico. davvero incredibile dove può arrivare la scienza oggi.
comunque il governo però non dimentica gli altri (seppure inferiori) pericoli che incombono sulla vita dei cittadini e sono allo studio altre utili campagne di prevenzione. ecco qualche anticipazione:

formiche rosse
consigli:
- non fare picnic all’aperto se non strettamente necessario
- non sedersi sulla loro tana
- non lasciare cibi incustoditi sull’erba
- per i soggetti a rischio, armarsi di baygon
testimonial: atom, la formica atomica

guasti meccanici in auto
consigli:
- accostare a bordo carreggiata
- non sdraiarsi in mezzo alla strada
- mettere le quattro frecce
- in caso di bisogno chiamare un carro attrezzi
testimonial: dick dastardly

unghia spezzata
consigli:
- non fatevi prendere dal panico
- prima di portare il dito alla bocca accertarsi che sia pulito
- pareggiare l’unghia con l’uso di apposite forbici
- aspettare che l’unghia ricresca
testimonial: jessica rabbit

temporale
consigli:
- restare in casa se possibile
- aiutarsi con adeguata strumentazione, come ombrelli e k-way
- indossare scarpe adatte
- in inverno mettere la maglia di lana
testimonial: grisu

bancomat fuori uso
consigli:
- attendere l’arrivo di un operatore della banca
- in ogni caso non inserire la tessera
- pagare in contanti
- tornare un altro giorno
testimonial: zio paperone

fame all’ora di pranzo
consigli:
- cercare di trovarsi in un posto che abbia l’accesso al cibo
- mangiare senza ingozzarsi
- pagare il cibo consumato
- accompagnare il pranzo con una giusta dose di liquido
testimonial: taz della warner bros

squaraus
consigli:
- trovare un bagno il più velocemente possibile
- calarsi i pantaloni, avendo cura di averli precedentemente sbottonati
- calarsi le mutande e sedersi comodamente
- a fine seduta utilizzare abbondante carta igienica
testimonial: kyle di south park

postato da eddiemac | 09:40 | commenti (9)


mercoledì, ottobre 28
 
stavo disquisendo di strutture dissipative con un parrucchiere che sostiene di essere stato rapito dagli ufi (ora sta bene, a parte la tendenza a disegnare crop circle nei capelli dei clienti) quando un cavallo che ricopre la carica di gran maniscalco nel comitato centrale per il controllo degli attività degli ufi sul pianeta (sì, è un evidente conflitto di interessi) ci propone un giro fra le bancarelle del mercato per sgambettare turisti di lingua tedesca.
non è affatto una cattiveria: è un esperimento scientifico molto serio sulla scia dei lavori di il'ja prigožin, si tratta essenzialmente di un progetto di studio di sistemi complessi lontani dall’equilibrio.
dopo la pausa pranzo torno in ufficio, mi sdraio sulla scrivania di fianco al gatto e guardiamo che programmi danno sul soffitto.

ultim’ora
scoperti in un carteggio ritrovato casualmente alcuni scritti inediti di salvatore quasimodo in cui il poeta riflette sullo sviluppo critico dell’ermetismo. einaudi ne pubblicherà alcuni stralci in un libro dal titolo “ermetici in prima linea” da cui riportiamo alcuni studi: si tratta di brevi componimenti che avrebbero dovuto costituire la raccolta “acqua e serra: variazioni goldberg”

# 1
il baco sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito seta

# 7
l’ape sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito cera

# 13
la pece sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito nera

# 21
l'eroinomane sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito pera

# 24
l’imam sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole
ed è subito sura

# 28
frosinone sta sola sul cuor della terra
trafitta da un raggio di sole
ed è subito sora

postato da eddiemac | 16:56 | commenti (5)


mercoledì, ottobre 21
 
il 21 ottobre è il giorno di klwsky, una divinità nordica che si diverte a ghiacciarti il parabrezza durante la notte e a rubarti la legna del camino, con cui costruisce dei graziosi bastoni da hockey.
qui la popolazione festeggia comprando raschietti per il ghiaccio e lasciando un pezzo di legno fuori dalla porta, non perché stimi particolarmente le divinità nordiche, ma perché klwsky è un dio crudele, ed è pericoloso incorrere nelle sue ire (ma anche nelle altre desinenze). la leggenda vuole che uno dei più terribili effetti delle maledizioni del dio klwsky sia che molti di quelli che ne vengono colpiti diventino professori di filosofia teoretica.
io mi libero di alcuni piccioni che stanno provando il programma di stephan lambiel all’europeo di zagabria direttamente sul cofano della mia auto, e vago alla ricerca di un parcheggio dietro una toyota targata nidvaldo che con tutta probabilità sta cercando di passare il test dell’alce da fermo.
solo che mercoledì è giorno di mercato, e il parcheggio più vicino all’ufficio si trova nei dintorni di betelgeuse.
il sindaco ha promesso di ovviare alla penuria di parcheggi con un incanto patronus (per chi non lo sapesse, è un’asta di beneficienza che si svolgerà il giorno di san pietro e paolo) che permetterà la costruzione di un autosilo verso il 2072; nel frattempo pare ci si debba arrangiare.
alcuni studiosi del centro di controllo ufi sostengono sia un’ottima tecnica di difesa contro eventuali attacchi degli ufi: l’idea è che mica ti possono attaccare se non sanno dove lasciare l’astronave. io credo che una difesa che impedisca gli attacchi solo di mercoledì non sia poi così efficace. oltretutto aumentano le probabilità che noi e gli ufi ci si ritrovi tutti quanti nel parcheggio alla periferia di betelgeuse.
in ufficio, per manifestare il mio dissenso, ogni volta che suona il telefono faccio rispondere al gatto. per ora nessuno si è mai lamentato (non con me, per lo meno. magari con il gatto, ma lui è permaloso e non me lo direbbe mai).
la sera arrivo a casa, metto sullo stereo la quarta sinfonia di brezinskij nella partitura per cornetta, citofono e carrello elevatore linde, poi mi ritiro a studiare le teorie di ramsey sulla matematica discreta (ossia fare matematica in silenzio per non disturbare i vicini di casa)


ultim’ora
dopo la scomparsa dei fatti (un libro sulla misteriosa sorte dei drogati), la scomparsa dei valori (un libro sulle continue rapine sui furgoni), le finestre a scomparsa (un libro sui bachi di windows) il giornalismo d’inchiesta italiano sta indagando sulla mancanza di slittamento di significato nella società moderna. il titolo del libro sarà: una sparizione di tropo.

postato da eddiemac | 15:50 | commenti (7)


martedì, ottobre 13
 
stavo parlando di internet con alcune capre di passaggio quando, con mio estremo disappunto, vengo interrotto da un geometra che vuole rifilarmi una versione incompleta e palesemente falsa dell’opera omnia di tommaso d’aquino* rilegata in brossura o, in alternativa, delle stock option per un tavolo alla castagnata sociale della domenica successiva.
se credete che parlare di internet con delle capre sia un atteggiamento trasudante solipsismo, o quanto meno eccentricità, liberi di farlo. a mio modo di vedere, sbagliate.
fra le altre cose, vivere ai confini dell’impero significa vivere in un posto dove non arriva l’adsl, la copertura umts, gprs, spqr ed altre sigle a caso che vi vengono in mente.
arriva giusto il temporale, molto più spesso di quanto uno vorrebbe.
certo, per avere internet si potrebbe mettere sul tetto un ricevitore per antenna bts, ma prima bisognerebbe fare un contratto con il fornitore del servizio, ma prima si dovrebbe verificare la possibilità di mettere il ricevitore sul tetto, ma prima è necessario far passare un cavo dal tetto fino a dentro casa, ma prima bisogna chiamare un elettricista per capire se è possibile farlo, ma prima bisognerebbe sapere come è fatto l’impianto elettrico per sapere che percorso fanno i cavi, altrimenti l’elettricista ci mette due settimane con i sondini e il controllo delle connessioni e poi per pagarlo ci vuole una supplica al sultano del brunei, ma prima bisognerebbe sapere chi ha fatto l’impianto per poterglielo chiedere, ma prima ci vorrebbe la pace nel mondo e uno studio approfondito sui sistemi di retroazione negativa**.
quindi gli esperti consigliano di distribuire pacchetti di dati alle capre per vedere se casualmente ne arrivasse qualcuno a destinazione. ok, la probabilità non è altissima***, ma in caso non arrivino ci si consola con il formaggio.


* si capisce che è falsa perché, nell’indice, uno dei libri è la summa contra zoff et cabrini
** un esempio di retroazione negativa è quando il difensore sbaglia il passaggio indietro al portiere e l’attaccante avversario segna.
*** tipo quella di trovare un servizio intelligente in un telegiornale. no, vabbè, ho sbagliato esempio: non così bassa.

postato da eddiemac | 11:35 | commenti (7)


lunedì, ottobre 05
 
io e il gatto stiamo valutando la possibilità di ispezionare accuratamente l’ufficio in cerca di eventuali gnomi del bosco nascosti nei dintorni.
secondo un manuale che ha recuperato il gatto, l’unico modo di sorprendere uno gnomo del bosco è sdraiarsi sul pavimento, appoggiare l’orecchio a terra, chiudere gli occhi, e rimanere in attesa. come insegnano nei call center, per inconvenienti dovuti alla furbizia degli gnomi del bosco, l’attesa potrebbe essere lunga.
io e il gatto siamo comunque convinti che assicurarsi che non ci siano gnomi in ufficio faccia parte dei nostri compiti per a) garantire la privacy delle pratiche di ufficio e b) evitare inconvenienti tipo che gli gnomi del bosco ti rubino i le graffette o le forbici (vi sorprenderebbe sapere la quantità di forbici che spariscono dagli uffici, e la loro destinazione. la maggior parte vengono rivendute direttamente dagli gnomi nei supermercati con un packaging a marchio cinese; ecco perché alcuni ricercatori sono convinti che il numero delle forbici sul pianeta sia costante).
in tutto questo, immagino come premio alla costanza (che non so chi sia, a parte un lago) msn rifiuta di collegarmi al resto del mondo perché sostiene che il pc dell’ufficio da cui sto scrivendo non è connesso ad internet (chi sono io per contraddire le convinzioni altrui?).
il lunedì sera il mio maestro di rabdomanzia applicata alle connessioni neuronali cerca di insegnarmi una nuova tecnica di meditazione che richiede particolari abilità tecniche e spirituali (anche se ad alcuni neofiti potrebbe sembrare che, tecnicamente, non sia nulla di differente dal giacere riverso con gli occhi semichiusi e la bava alla bocca).
nel frattempo coltivo simpatici hobbies, tipo passare con l’auto quattro frontiere in un giorno per collezionare moscerini di diverse nazionalità sul parabrezza, bere quantità smodate di birra e stare seduto a 60 metri di altezza ad osservare le attività di ufi sul neckar (tendenzialmente nessuna) oltre che passanti che ricordano la linea aerodinamica di un bremach.

postato da eddiemac | 10:08 | commenti (5)


lunedì, settembre 21
 
stavo cercando di studiare i legami atomici della salsa bernese quando un rappresentante del fronte di liberazione dei nani da giardino mi cerca per un’operazione di intermediazione fra un’equipe di ricercatori del cern e un gruppo di fotoni dissidenti.
come sa chiunque abbia frequentato dei laboratori di fisica, i fotoni a volte si comportano da particelle, a volte si comportano da onda, a volte invece si comportano da maleducati e non collaborano per niente. è per quello che poi uno perde la testa e si butta a cercare il bosone di higgs (mentre higgs era sicuro di averlo messo lì la sera prima, nel cassetto della scrivania nera, di fianco alle graffette; il che insegna quantomeno che uno dovrebbe sempre stare attento a dove mette i propri bosoni).
alla fine non se n’è fatto nulla perché non eravamo d’accordo sul compenso: loro mi offrivano una stampa di dürer, le figurine di barbas e pasculli e un astuccio di poochie mentre tutto quello a cui io aspiravo era un bonus per una reincarnazione in un opossum.
verso sera mi immergo nello studio della teoria dei tipi junghiani (gustav jung fu il primo a teorizzare, a proposito di una sua giovane paziente, “ok, magari non è gnocca, ma è un tipo”; ho anche cercato il mio profilo su internet, ma mi sono trovato solo di schiena), prima di uscire per la serata dedicata alle attività ludiche del centro di controllo ufi del 46° parallelo.
volevamo giocare a monopoli, ma poi abbiamo deciso che potevamo farlo anche fuori dalla puglia.


affinità/divergenze fra il compagno blogger e noi, del conseguimento della sanità mentale
io: ho come l'impressione che abbia ragione io
xx: no, il tempo mi darà ragione.
io: sì, certo, e anche l'avvenire, e la repubblica
xx: cretino

postato da eddiemac | 16:26 | commenti (12)


mercoledì, settembre 16
 
effetti collaterali

mi stavo chiedendo se fosse più sano scrivere sul blog o passare tutto il tempo libero del mese giocando compulsivamente a hearts.
avevo fatto la mia scelta, ma poi ho scoperto che c’è un limite alle partite di hearts che uno può giocare in un giorno. prima di diventare epilettico, intendo.
il mio maestro di estasi mistica (un folletto senza rappresentante che si aggira per l’ufficio facendo impazzire il gatto; io mi limito ad ignorarlo) sostiene che il blog stimoli le facoltà di pensiero ma alla lunga crei disturbi al sistema nervoso e cardiovascolare. o forse parlava dell’efedrina, adesso non ricordo bene.
quello che so è che alla fine ti ritrovi a scrivere post come questo, in cui chiedi voti per partecipare a concorsi di dubbio gusto, e non sto parlando di miss italia. ma forse lui era così anche prima dell’efedrina.
comunque leggetelo e votatelo. prima di diventare epilettici, intendo (io piuttosto che essere votato in una concorso del genere preferirei il cimurro, ma qui non sono in discussione le mie preferenze sessuali).
fatelo per le anatre, se non altro.

postato da eddiemac | 09:35 | commenti (8)


lunedì, settembre 07
 
stavo di fronte alla finestra a osservare una mosca sbattere ritmicamente contro il vetro quando ho improvvisamente realizzato che con buona probabilità le mosche erediteranno il pianeta.
voglio dire, sono sufficientemente stupide da pensare che se una cosa non funziona, se uno si allontana un attimo e poi riprova esattamente la stessa identica cosa, magari funziona (è inutile che ridete, è lo stesso concetto dei tools per la risoluzione dei problemi ideati da microsoft) ma non sono così stupide da rischiare l’autoannientamento.
comunque, nel caso voleste saperlo, non mi hanno rapito gli ufi. mi hanno semplicemente chiesto se mi andava di fare un giro con loro e io ho risposto di sì.
quindi ho avuto molto da fare per aver fatto da cavia ad alcuni esperimenti degli ufi, tipo testare la resistenza della pelle all’acqua salata, valutare i rapporti di forza fra un umano adulto e una grigliata mista (vince la grigliata), studiare la consistenza della granita al caffè con panna, cose così.
fra le altre cose, ho anche dovuto esprimermi su una diatriba nata fra due studiosi della specie homo sapiens sezione italia (il che dimostra che non ci sono solo ufi intelligenti, ci sono anche quelli che si occupano di cazzate): uno sosteneva che calderoli fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e la scimmia, mentre l’altro, al contrario, sosteneva che la scimmia fosse l’anello di congiunzione fra l’uomo e calderoli (non intendo assumermi la responsabilità delle opinioni degli ufi. quello che vorrei precisare qui è che si trattava di una disquisizione puramente teorica e non aveva niente a che fare con la politica. gli ufi di cui stiamo parlando credono che la politica si debba occupare del bene di tutti, e quindi si sono convinti che sul pianeta terra nessuno si occupi di politica).
ad ogni modo, stavo dando alcune spiegazioni a un passante nella settima dimensione (per chi non avesse dimestichezza, vi ricordo che le prime sette dimensioni sono lunghezza, larghezza, profondità, tempo, tempo supplementare, mohito, frullatore) ma qualcosa non deve aver funzionato, dato che ora sono davanti a un computer.
nel caso avvistiate degli ufi mica troppo crudeli, chiedetegli se mi vengono a riprendere.

postato da eddiemac | 18:04 | commenti (7)


lunedì, agosto 10
 
del perché adoro il giornalismo italiano
la notizia del giorno è che qualcuno ha cercato di hackerare tuitter e feisbuk. nessun giornalista ha spiegato che praticamente è come se uno mandasse in rete dei virus capaci di bloccare l’accesso a freecell.

universo e altre catastrofi
sto camminando sulle strisce pedonali mentre rifletto sulla densità dell’universo, quando una bmw olandese si materializza dal nulla in una corsia riservata ai pullman (il guidatore sarà stato parente del vascello fantasma dell’olandese al volante, anche se io ho molti dubbi sulle virtù di sua madre) e rischia di farmi seriamente riflettere sulla mia densità corporea.
non è un problema ozioso. (quello della densità dell’universo, intendo. le bmw targate olanda e le subaru targate appenzello andrebbero eliminate dal pianeta).
secondo alcuni scienziati, se l’universo fosse troppo denso attaccherebbe al pentolone cosmico e andrebbe stemperato con dell’acqua a temperatura ambiente. questo forse è il motivo per cui il signore* fa piovere sui buoni e sui cattivi, ma soprattutto su di me.
secondo altri scienziati, invece, il destino stesso dell’universo dipende dalla sua densità media, che ne determina la curvatura (che a sua volta dipende dal tensore di curvatura di ricci**), e per questo motivo hanno ipotizzato tre situazioni alternative:
1. se la densità media superasse la densità critica, l’universo sarebbe chiuso e destinato a collassare (big crunch). in questo caso pare si stia già studiando una soluzione, tipo un defibrillatore cosmico;
2. se la densità media fosse inferiore alla densità critica, l’universo sarebbe aperto e si espanderebbe indefinitamente (big freeze). in questo caso, l’unico problema significativo sarebbe trovare un modo di sfruttare commercialmente un frigorifero cosmico;
3. se la densità media fosse uguale alla densità critica non sapremmo più distinguerle, l’universo sarebbe in ferie ma non si saprebbe fino a quando, e sarebbe un gran casino, quindi forse varrebbe la pena di buttarsi sul buffet***.
nel frattempo ho di nuovo un televisore, collegato ad una parabola (qui, ai confini dell’impero, l’unica cosa che si può prendere orientando un’antenna normale, è un raffreddore) che nonostante i miei sforzi dialettici e un corso accelerato di orienteering per parabole si rifiuta di sintonizzarsi su hotbird (sarà il nome, eh).
io mi sto affezionando ad astra (lo dice anche il motto: per aspera ad astra) e passo le serate estive a guardare prima gli highlights della bundesliga sulla deutsches sportfernseher e poi entusiasmanti match di pelota basca su etb.

* sempre secondo questi scienziati, non è affatto certa l’identità di questo signore. certo, di questi tempi, chiunque ha diritto all’appellativo di signore; d’altra parte, prima di chiamarlo geometra, o dottore, vorrei vedere un titolo di studio.
** lo so che non avete idea di cosa sia un tensore di curvatura di ricci; qui, fortunatamente, trovate una diapositiva esplicativa.
*** le riunioni di scienziati tendono a finire sempre nello stesso modo. alcuni scienziati vedono in questo una giustificazione del concetto di costante universale.

comunicazione disservizio
temo che questo blog chiuda per un po’ per manutenzione neuronale.
fra le altre cose, devo presenziare a un torneo di sedia a dondolo (la mia religione stigmatizza come blasfemo un rifiuto a qualsivoglia progetto idiota) pattugliare strade in cerca di ufi e uscire a cena con un algoritmo di palo alto.
questo significa essenzialmente che il prossimo post sarà in una data random, probabilmente scritto da un software di autocomposizione testuale inventato da un norvegese oppure da un gatto. insomma, tutto come al solito
nel caso vediate uno con lo sguardo perso nel vuoto e l’espressione tipica di una diatomea, fate ciao con la manina.


postato da eddiemac | 09:10 | commenti (4)


lunedì, agosto 03
 
dopo di me il diluvio.
ma anche durante, eh, che qui non ci si fa mancare nulla.
secondo il calendario del computer e alcuni telegiornali a caso (le notizie più significative per i telegiornali sembrano essere: in estate: “incredibile, fa caldo” in inverno: “ah, la morsa del gelo” il resto dell’anno: “non ci sono più le mezze stagioni”; probabilmente i direttori di telegiornale decidono i servizi negli ascensori. poi la gente mi chiedeva perché non avessi un televisore) dovrebbero essere i primi di agosto, gli svizzeri festeggiano sul prato del grütli, gli italiani festeggiano in coda su qualche autostrada, gli ufi si chiedono cosa abbiano tutti da festeggiare. a parte il fatto che uno nel frattempo beve, intendo.
io mi alzo ed è novembre. il termometro segna 15 gradi, piove come se non ci fosse un domani (e nel caso ci fosse, fa schifo) e io ho chiesto ad un team di suricati una seduta di debriefing che mi viene negata per motivi di politica estera. credo ci sia un complotto internazionale ai miei danni.

affinità/divergenze fra il compagno antennista e noi, del conseguimento di una connessione internet

io: - visto che qui non arriva l’adsl, dovremmo mettere un’antenna che capti un segnale wireless da un ripetitore. o qualcosa di molto simile. insomma, mi hanno spiegato che basta che da qui si vedano le antenne grandi che trasmettono il segnale.
xx: - e si vedono?
io: - sì, qua intorno ci sono tre antenne. la prima la vedi, sta lì, al di là del lago, sopra quella collina. la seconda non so bene dov’è, ma dovrebbe essere giusto di fronte a noi, nei dintorni di quel fabbricato che si vede in cima alla montagna.
xx: - e la terza?
io: - è un editore di bari
xx: - cretino
postato da eddiemac | 10:23 | commenti (16)