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mercoledì, settembre 26
sul lago è cominciata la festa dell’umidità, che dovrebbe concludersi entro maggio 2013.
quest’anno, ospiti a sorpresa alcuni sciamani dell’oberland bernese che officiano riti propiziatori (come il taglio del formaggio secondo le tradizionali linee di forza geomantiche) e insegnano metodi alternativi, tipo lavarsi con allume di potassio e allume di candela.
questo non ha impedito che oggi ci sia vento freddo da nord est, pioggia forte e tendenzialmente orizzontale, nonché una temperatura che non supera i nove gradi centigradi; l’unica cosa positiva della giornata è che i cestini sono cimiteri di ombrelli e i turisti in fuga, ostentando k-way multicolori, lasciano posti auto liberi come se piovesse (e infatti piove. tra l’altro lo sapevano che sarebbe piovuto e sono venuti lo stesso: io e il gatto lo troviamo inspiegabile).
arrivo in ufficio fradicio di pioggia (io, non l’ufficio), urlando chiamatemi ismaele mentre in preda ad afflato mistico (accentuato dall’iperemia che mi perseguita) cerco di convertire lo scanner in fotocopiatrice.
in questi giorni gli ufi hanno intensificato le loro attività. secondo alcune interpretazioni affidabili, sarebbero alla ricerca del posto ideale per uno sbarco di massa (scartata la normandia (francia), che c’è già il precedente, e massa (toscana) che sarebbe pleonastico, si starebbero concentrando per trovare un luogo dove non darebbero nell’occhio, tipo le centrali operative di trenitalia, le aule parlamentari o i consigli di amministrazione delle banche. secondo un’altra corrente di pensiero, invece, potrebbero sbarcare ovunque si trovi del tiramisù decente).
la sera dovrei uscire di pattuglia, ma a) gli ufi sono furbi e si nascondono dietro le nuvole e b) gli ufi sono furbi e mica volano con questo tempo, e allora resto a casa a guardare zurigo-basilea sulla tsi2, così evito che mi cresca il muschio sui piedi.
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