tira un vento gelido che ti alesa le orecchie, e ti cartavetra tutte le estremità disponibili ad una velocità non inferiore agli 80 km/h in centro urbano, tanto che la gente del luogo ha ormai iniziato a pregare sedicenti divinità eoliche per mettere fine al tormento.
come dicono a trieste, ora et la bora.
qualche giorno fa il mio corpo ha deciso che aveva sonno. il mio cervello non ha gradito, e come nelle migliori famiglie di terroristi, si è dissociato.
per un po’ ha aleggiato indolente intorno alla scrivania, osservandomi scrivere al computer. poi si è rotto i coglioni, è entrato da un rivenditore autorizzato e ha comprato un biglietto per un viaggio astrale, tasse incluse.
mi sento insopportabilmente vivo. devo ricordarmi di fare causa alla società che mi aveva garantito una innocua morte cerebrale.
oggi il mio cervello mi ha mandato una cartolina da nassau, non si può dire che non abbia il senso dell’umorismo
ho chiuso il germano reale in un cassetto della scrivania, ogni tre settimane lo apro e intavoliamo discussioni sul senso della vita
-come stai?
-come in un’opera di bellini (l’aperitivo). nella norma
-com’è là fuori?
-freddo. ieri un tricheco mi ha schiaffeggiato con una carpa perché gli ho parcheggiato di fianco alla tana
-e tu?
-lascia perdere baglioni, che ho già chi me lo canta
metto driven wheels nella versione di bernard allison sullo stereo e continuo i miei esercizi di estasi mistica
ultim’ora
scandalo in israele. la figlia del capo dei servizi segreti, nonostante i suoi pessimi voti a scuola, è stata promossad