Il libro dei mutamenti
riflettere sul principio che sta alla base del mondo significa inevitabilmente riflettere sul mondo. e il mondo si muove. è in perenne movimento, le cose nascono, muoiono, divengono. tutto scorre.
il primo a riflettere su questa cosa è stato un uomo chiamato eraclito. le cose che divengono passano da un contrario all’altro: le cose calde si raffreddano, il giovane invecchia, tutto diviene. l’unica cosa permanente è il divenire delle cose, il continuo conflitto di contrari che si avvicendano. il fondamento delle cose, allora, per eraclito è la guerra. ma una guerra che è insieme pace poiché tutto muta e tutto si genera per via di contrasto, sintesi di contrari. il contrario dà all’altro il proprio senso, la malattia rende dolce la salute, la fatica rende dolce il riposo.
se vi ricordate le lezioni sul pensiero bipolare, qui abbiamo l’esatta negazione di quel pensiero che divide 0/1, vero/falso, acceso/spento. quella logica non è la sola logica possibile (e infatti al tempo di eraclito non è ancora stata inventata).
gli opposti sono le facce di un’unica medaglia e alla fine coincidono. salita e discesa sono un'unica via, comune è nel cerchio il principio e la fine.
non cercare due volte ciò che è uno.
nella sintesi degli opposti sta il principio che spiega la realtà, in questo consiste il divino, nell’armonia degli opposti.
non solo la contraddizione è possibile, ma è necessaria: “mi bagno e non mi bagno nello stesso fiume” una contraddizione che non è irrazionale ma è l’approdo della razionalità. se tutto muta, io sono me stesso, ma anche no. (direbbe spad). e la verità è nell’abisso
compito a casa
chi sei questa settimana? (douglas coupland, memoria polaroid)