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non si può morire dentro.
vada a morire fuori.
(c. guzzanti)



mercoledì, maggio 03
 
il paese è spaccato, ma trenitalia è peggio

primo maggio, roma termini, intercity 586 delle 12.47.
il treno è a prenotazione obbligatoria, ma ovviamente ci sono i numeri sbagliati fuori dalle carrozze, quindi la gente sale a caso e si parte con venti minuti di ritardo.
un chilometro fuori dalla stazione, al primo scambio utile, le prime sei carrozze, conscie del risultato elettorale, prendono il binario di sinistra. la carrozza ristorante, che evidentemente risente della mentalità borghese e inconsciamente rifiuta una svolta in senso proletario, prende il binario di destra.
la motrice barcolla, tossisce, poi si ferma. in gergo tecnico pare si chiami ‘deragliamento’.
il capotreno sviene oppure si smaterializza e nessuno lo vede più, leggende raccontano di un capotreno fantasma che fa l’autostop sulla a1 all’altezza di roncobilaccio.
qualche minuto dopo il macchinista sblocca le porte del treno ed iniziano a pecerpirsi alcuni dialoghi surreali, che beckett è un cretino al confronto.

scompartimento treno, interno giorno. sei personaggi in cerca di ferroviere
passeggero 1: - il treno è deragliato
passeggero 2: - e adesso?
passeggero 6: - adesso sono tutti cazzi nostri
passeggero 1: - ci sono un sacco di curiosi che scendono per andare a vedere
passeggero 3: - sì, ma perchè?
passeggero 1: - hanno detto di scendere
passeggero 2: - chi l’ha detto?
passeggero 1: - ma che ne so, ciampi, il papa, qualcuno l’avrà detto
passeggero 2: - eh, ma se non me lo dice un ferroviere io resto su
passeggero 1: - sì, ma sta su fino a settimana prossima, però
passeggero 3: - ma siamo in mezzo ai binari, passano i treni
passeggero 4: - le porte sono aperte, la gente scende, dobbiamo scendere anche noi
passeggero 2: - chi l’ha detto?
passeggero 3: - io ho 15 valigie, qualcuno mi aiuta?
passeggero 6: - scusate, ho lasciato la macchina da scrivere sulla pentola a pressione, il gatto parcheggiato in terza fila...
passeggero 3: - no, è che ho i tacchi a spillo, e mi si rovinano sui sassi del binario. specie con 15 valigie
passeggero 2: - ma non c’è un ferroviere?
passeggero 5: - mah, in stazione ce ne saranno, basta farsi 2 chilometri a piedi sui binari
passeggero 1: - allora si scende?
passeggero 2: - chi l’ha detto?
passeggero 1: - cos’è, una rubrica della settimana enigmistica?
passeggero 4: - ci sono i poliziotti in coda al treno, sembra che stiano facendo scendere la gente
passeggero 1: - hanno arrestato qualcuno? (exit passeggero 1)
passeggero 3: - sì, ma così, al sole mi si rovinano le mozzarelle. mi porterebbe giù quel pianoforte per favore?
passeggero 5: - se ci travolge l’espresso per albano, a chi devo fare testamento?
passeggeri (in coro): - trenitalia di merda


una lenta processione di circa duemila persone risale i binari per approdare un quarto d’ora dopo all’inizio del binario 1 dove c’è una signorina con la giacchettina arancione con scritto sopra customer care che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, e che grosso modo riesce ad esprimere questo concetto: ‘guardatevi il tabellone delle partenze, imbucatevi dove cazzo volete, io adesso mi metto a piangere, ok?’
postato da eddiemac | 10:12 | commenti (17)